Due anni con l’Africa Twin: pregi e difetti

Dopo due anni e 36.000 km percorsi eccomi a fare il punto della situazione della mia Africa Twin CRF1000L che per l’appunto ho acquistato a fine agosto nel 2017.
E’ un modello 2016, quindi il primo messo in vendita.
Penso che dopo due anni sia il momento giusto per fare due elenchi distinti: quello dei pregi e quello dei difetti.
Sarò molto schietto, diretto nonché sincero perché non sono né un prezzolato Honda né tanto meno un tifoso Honda/Africa Twin e la moto io la vivo un pò come scattare una fotografia.
Il bello è scattare la fotografia, la macchina fotografica è solamente lo strumento che ti permette di farlo e quando necessario va cambiata o aggiornata.

PREGI

1) Affidabilità generale
Ad oggi, e scusate se ne approfitto per una grattatina di maroni, non sono mai rimasto a piedi e al momento, dopo 36.000 km, non mi posso di certo lamentare per come si è comportata la moto nel corso di questi due anni.
Questi i problemi che ho avuto:

  • rottura di 2 raggi al posteriore: accaduto durante un’uscita in offroad ho comunque potuto concludere il giro senza problemi (problema risolto in garanzia da Bartubeless e quindi non imputabile direttamente a Honda);
  • richiamo per il sieger del cavalletto: mai avuto problemi ma ho ricevuto questo richiamo e l’ho fatto in 5 minuti di tempo in officina;
  • sostituzione blocchetto accensione: da un pò di tempo a freddo quando la lasciavo fuori la moto si spegneva subito dopo averla accesa anche per 4 o 5 volte di fila e per risolvere il problema mi hanno sostituito il blocchetto (in garanzia Honda);
  • danneggiamento disco freno posteriore: in questo caso non è colpa della moto ma del sottoscritto che ne ha abusato guidandola come fosse una stradale giù per un passo alpino.

2) Confort di marcia & posizione di guida
La moto è estremamente confortevole, una specie di poltrona viaggiante. Semmai un filo troppo “beccheggiante” per via della taratura morbida delle sospensioni di serie ma con un piccolo upgrade di molle o sospensioni passa la paura.
Per quanto mi riguarda la sella di serie è perfetta per lo scopo per cui è pensata: né troppo dura, né troppo morbida e soprattutto equamente imbottita.
Anche la posizione di guida è perfetta e grazie alla triangolazione permette di guidare la moto con ginocchia mai troppo piegate e braccia distese e quindi senza affaticarsi nelle lunghe percorrenze.
Nella guida in piedi il manubrio risulta un filo arretrato ma è possibile ruotarlo a piacimento, cosa che ho fatto io. Sempre nella guida in piedi le pedane, un filo avanzate, permettono di caricare poco nelle salite e quindi affaticarsi maggiormente ma se fossero state più arretrate avrei sofferto nella guida da seduto e quindi non lo ritengo un problema.
Anche la protezione aerodinamica di serie è per me sufficiente, eccezion fatta se la si utilizza con caschi da enduro per via delle turbolenze che si innescano.

3) Motore
Il motore è il pezzo forte di questa moto.
Seppur non emozionante nell’erogazione è un motore estremamente equilibrato e parsimonioso che nel momento del bisogno sa anche regalare prestazioni più che sufficienti per divertirsi.
In offroad la sua erogazione lineare permette di gestire al meglio le situazioni più complesse. Chi ama impennare o derapare continuamente però non apprezzerà questo motore perché non è un motore “cattivo” ma piuttosto è un motore tranquillo e regolare. E che ragionevolmente nel corso della sua vita non solo darà parecchi meno problemi rispetto a motori “più emozionanti” ma consumerà anche parecchio meno benzina.

4) Cambio
Al pari del motore il cambio è un gioiello di precisione.
E’ estremamente morbido e ben spaziato.
L’unico difettuccio che ha è una “folle” tra 4 e 5 e può capitare di beccarla (a me è accaduto 3 o 4 volte in 36.000 km) ma per il resto è un cambio spettacolare.

5) Qualità costruttiva generale
Sebbene alcune parti siano decisamente sottotono per i leggendari standard Honda (es. trasmissione piuttosto che i dentini della carena che si rompono a guardarli) personalmente non ho assolutamente modo di lamentarmi della qualità costruttiva della mia moto e per qualità costruttiva intendo anche certe soluzioni meccaniche adottate che mettono in grado chiunque di smontarsi autonomamente la propria moto senza il benché minimo problema (e rimontarsela, ovviamente !).
Si, è una Honda. Se vogliamo costruita un pò in economia ma pur sempre una Honda.

DIFETTI

1) Camera d’aria di serie
Io lo ritengo un difetto per il semplice motivo che è abbastanza palese il fatto che questa moto è destinata nel 95% dei casi almeno a motociclisti che non hanno di certo bisogno delle camere d’aria.
Il fatto che KTM e BMW su questo genere di moto (maxi enduro adventure) propongano da tempo cerchi tubeless di serie dovrebbe suggerire che effettivamente le camere d’aria sono inutili nonché pericolose.
Il fatto che io in 30.000 km (di cui diciamo 2/5 in offroad) con cerchi convertiti in tubeless non abbia avuto mai problemi sebbene l’abbia portata anche in posti impegnativi è un ulteriore conferma che la scelta vincente è quella adottata da KTM e BMW mentre quella adottata da Honda è evidentemente una scelta dettata da un fattore probabilmente economico.
Bisogna anche considerare che il CRF1000L per numero e dimensioni raggi ha la stessa soluzione che avevano le “vecchie” RD nonostante sia ben più potente e pesante. Le concorrenti hanno più raggi, tanto per capirsi.
Quando ho comprato la moto sapevo sapevo che c’erano di serie le camere d’aria e avevo comunque già deciso, come poi ho fatto, che l’avrei convertita a tubeless. Ciò non toglie che lo ritenga comunque un difetto e se mettessero il cliente a scelta in fase di acquisto (senza sovrapprezzi come i 1.500 € necessari per gli Alpina) secondo me ne venderebbero parecchie di più.

2) Sospensioni cedevoli
Problema noto e argomento ricorrente nei vari gruppi e forum.
La taratura delle molle di serie sembra sottodimensionata. E’ vero che io peso ben oltre i 75 kg dell’ipotetico pilota per cui la moto è pensata ma è pur vero che comunque sono in proporzione troppo cedevoli.
E sto parlando della mia. Se poi nelle successive o nell’Adventure Sports hanno apportato miglioramenti tanto meglio ma la mia era veramente cedevole.
Oltre a molle cedevoli va anche segnalato il fatto che il monoammortizzatore posteriore è abbastanza sfrenato in estensione e che i registri di serie, e questo vale anche per le forcelle, sono piuttosto inutili per non dire puramente estetici. Lo si capisce bene quando si montano sospensioni serie con registri veri.
Il consiglio che mi sento di dare a chi compra questa moto, usata o nuova, è semplice: i primi soldi da spenderci devono essere spesi tassativamente quelli spesi nel miglioramento delle sospensioni.
Ma naturalmente questo aspetto è soggettivo.
C’è chi usa la moto come semplice “mezzo di trasporto” per andare dal punto A al punto B e che si accontenterà in ogni caso perché basta che la moto vada (e NON sono io) e c’è chi usa la moto ma pretende di farlo divertendosi e sfruttandola in tutto il suo potenziale (e QUESTO sono io): ecco che in questo caso le sospensioni di serie per me sono limitate, stop.
Tutte le moto di serie hanno sospensioni cedevoli o limitate ?
Non lo so. Di sicuro l’Africa Twin è stata la prima moto in cui ho fortemente sentito il bisogno di metterci le mani e in nessun’altra delle precedenti c’ho mai messo le mani (neanche nella Versys che con gomme stradali ho portato a momenti negli stessi posti dove porto l’Africa Twin oggi).

3) Costo elevato di ricambi e manutenzione
Avendo posseduto diversi marchi di moto (Kawasaki, Yamaha, Aprilia, Moto Guzzi) posso asserire senza paura di essere smentito che i ricambi Honda sono decisamente molto cari: un set completo di pastiglie sui 180 €, filtri dell’aria sui 100 €, un cambio olio + filtro 160 € …
Credo che il 90% dei possessori di questa moto una volta scaduta la garanzia il tagliando andrà a farlo da qualche meccanico generalista dove spenderà mediamente la metà e sotto questo aspetto va sottolineato che Honda non espone pubblicamente costi di riferimento sui tagliandi al contrario di Yamaha e altri marchi che rendono il tutto molto più trasparente.
Se c’è riuscita Yamaha a rendere pubblica una tabella con i costi dei tagliandi non capisco perché non ci riesca Honda e la storiella del “al nord pagano l’affitto più caro che al sud” per quanto mi riguarda non regge più.

4) Trasmissione di bassa qualità
La catena di serie è di qualità veramente bassa. Già verso gli 11-12.000 km hanno iniziato a rompersi alcuni oring e verso i 17.000 km quando avevo anche diverse maglie grippate ho dovuto sostituirla con una DID ZVMX che ha già percorso 18.000 km ed è ancora come nuova senza oring mancanti o maglie grippate a dimostrazione del fatto che quella di serie è di bassa qualità.
Anche con l’Integra che ho posseduto solito discorso quindi presumo che dipenda dal marchio, visto che né con Yamaha né con Kawasaki all’epoca ho avuto di questi problemi.

5) Pedane
Le pedane di serie della mia erano pensate per bambini con un piede numero 35-36.
Mi fa piacere che nel 2018 le abbiano ingrandite e fatte per ragazzi con piede 37-38.
Nel 2020 forse penseranno anche a chi indossa numeri sopra il 41-42 ossia il 99% degli uomini che comprano questa moto.
Meglio prenderla a ridere e spendere 120 € per comprare fin da subito delle pedane serie degne di una moto del genere.
A chi mi esclama “ma io che guido sempre seduto non ho problemi con le pedane” gli dico apertamente “ma se guidi sempre seduto perché hai comprato un’Africa Twin ?“.
Perché guidare un’Africa Twin sempre e solo stando seduti è come andare a Roma e non visitare il Colosseum oppure comprare un S1000RR e rivenderla a 30.000 km senza aver superato gli 8.000 giri/minuto neanche una volta.

6) Visibilità strumentazione
La strumentazione è bella ma solo di notte perché di giorno è poco visibile ed è un vero peccato … e c’è poco da aggiungere visto che la moto costa a partire dai 13.500 € e l’ho acquistata nel 2017 e non nel 1976 quando sono nato …

7) Posizione di alcuni comandi
La posizione del clacson e dell’abbagliante che Honda ha progettato per l’Africa Twin sono qualcosa di estremamente scomodo e di poco intuitivo.
E, di sicuro, un fuori standard rispetto alle altre moto in circolazione.
Con il tempo ci si abitua ? Dipende. Se per 25 anni hai guidato tanti mezzi a due ruote di marchi diversi ma tutti con clacson e abbagliante nel solito posto dopo non è cosi immediato abituarsi a posizioni diverse.
Personalmente dopo due anni ancora continuo a cambiare il controllo di trazione quando voglio sfanalare mentre ad usare il clacson in situazioni di emergenza c’ho proprio rinunciato per evitare di sfanalare a caso.


In conclusione, dopo averci speso una barca di soldi (quasi 4.000 € …) per adeguarla alle mie esigenze, ritengo di essere completamente soddisfatto della mia moto (risatina malinconica, tra le righe).
Qualcuno noterà che sono stato critico su diversi aspetti ed è vero.
Per alcuni lettori certi difetti sopra elencati lasceranno il tempo che trovano, per me non è stato cosi visto che c’ho dovuto mettere dei soldi sopra per correggerli.
Di sicuro l’Africa Twin è una moto a 360° che permette di fare molte cose e se si usa a 180° come ho fatto io nei primi 3-4 mesi senza dubbio va bene cosi com’è.
Ma se si intende usarla a 360° (ossia per tutti gli scopi per cui nasce) è probabile che diventi necessario mettere mano al portafogli per migliorarla sotto alcuni aspetti, in primis le protezioni e poi tutto il resto a seconda di quello che si vuole fare.
Concludo scrivendo che l’Africa Twin è senza dubbio la miglior moto che abbia mai posseduto ma non tanto perché è un’Africa Twin oppure una Honda, ma perché semplicemente mi ha dato la possibilità di entrare in questo mondo delle maxi enduro adventure che non conoscevo e che ho amato e apprezzato fin da subito e che penso proprio non abbandonerò mai più.
Prima di questa categoria avevo provato naked, motard e turistiche stradali.
Ma grazie a questa tipologia di moto, per capirsi, posso continuare a fare quello che facevo prima ossia divertirmi tra le curve nell’asfalto (seppur con qualche piccola limitazione) e andare a divertirmi fuori dall’asfalto a vedere posti e panorami che prima non avevo la benché minima possibilità di visitare.

Il sogno nel cassetto ?
Un’Africa Twin sui 200 kg a secco con 110 cv, tubeless, TFT e sospensioni decenti di serie.
Non mi sembra di chiedere troppo 😀 !

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: