Michelin Anakee Adventure, non ci siamo proprio

Dopo oltre 2.000 km percorsi con le Michelin Anakee Adventure è giunto il momento di parlare di prime impressioni anche se probabilmente sono molto di più di prime impressioni visti i chilometri che ho già percorso.

vista anteriore delle Michelin Anakee Adventure

Prima di entrare nel dettaglio segnalo che appena montati questi pneumatici ho avuto evidenti problemi di perdite all’anteriore.
Queste perdite erano causate dal tallone del pneumatico che non era perfettamente pulito ed esente da bave di stampo e quindi ho dovuto smontarla e mettermi li a fare un lavoro certosino di pulizia dell’intero tallone togliendo una per una le varia bave posizionate ogni 15 gradi circa utilizzando il dremmel.
Dopo aver effettuato quest’operazione devo dire che qualche piccola perdita nell’ordine di 0.1 bar per 100 l’ho avuta ma poi con il passare dei km sono arrivato al punto che in sostanza non ci sono più perdite o comunque sono assolutamente trascurabili.

dettaglio della Michelin Anakee Adventure al posteriore

Ricordo che io monto davanti il cerchio con canale di Bartubeless modificato tubeless e non è detto che la colpa sia della gomma ma anche il canale non particolarmente preciso potrebbe essere responsabile (o “amplificatore”) del problema.

particolare della bava di stampa che causava la perdita
particolare della bava rimossa usando il dremmel

Come vanno le Michelin Anakee Adventure ?

Beh, evidentemente sono gomme nate per macinare chilometri e questo è sinonimo di durezza, poco grip a freddo e un feeling non particolarmente elevato.
Sono gomme non troppo distanti, come prestazioni, dalle Dunlop D610 di primo equipaggiamento e quest’affermazione farà rizzare i capelli a chi ha in mente di montarle.
Onestamente mi aspettavo molto di più specialmente nel feeling generale ed invece mi sono ritrovato con delle gomme che non trasmettono un buon feeling e che quando decidi di andare un pò più forte ti costringono a stare sempre molto attento specialmente a quello che accade davanti.

Naturalmente fidarsi delle solite recensioni dei giornalisti prezzolati è sempre un rischio e questa volta mi è andata male, le gomme non trasmettono feeling.

Ed è questo il difetto più grande: la gomma davanti tende a scivolare facilmente e come si forza un attimo punta verso l’esterno della curva in un classico comportamento di “sottosterzo” più o meno marcato.
Per ben due volte ho rischiato di cadere e in una di queste due ho perfino grattato in paniera pesante la pedana destra causa chiusura della gomma davanti e dio solo sa come sono riuscito a non cadere.
Da quel momento (avevo percorso sui 1.000 km) mi sono mentalmente chiuso nei confronti di queste gomme e francamente non vedo l’ora che arrivi il “freddo” per rimontare delle gomme più tassellate e per chiudere rapidamente questa pratica.
Al posteriore solito discorso, in riapertura del gas specialmente di seconda marcia la gomma tende a scivolare verso l’esterno e seppur divertente non sempre è simpatico come comportamento.

vista di profilo

A dimostrazione del poco grip che hanno vi dico che le strisce bianche sull’asfalto diventano un vero e proprio incubo: normalmente in moto si evitano ma con queste diventa necessario evitarle perché sopra si scivola che è una bellezza, molto di più rispetto a tutte le altre gomme che ho provato, tassellate incluse.

Non ho avuto ancora il “piacere” di provarle sul bagnato e spero di non avere mai questa fortuna perché sono abbastanza sicuro del fatto che la situazione potrà solamente peggiorare.

L’unico offroad che c’ho fatto è stato lo sterrato: per la verità ne ho fatto poco ma in appoggio davanti sono meno “sicure” rispetto alle TKC70 e specialmente in frenata gli spazi si allungano. Ma sono sincero l’aspetto offroad mi interessava relativamente poco, le avevo montate per divertirmi tra le curve nell’asfalto come normalmente faccio ogni estate e fortuna che quest’anno il giro sulle Alpi è saltato perché non me lo sarei goduto per niente (!).

Come pressioni di utilizzo io sono partito con quelle consigliate dal costruttore (2.0 bar davanti e 2.5 bar dietro a freddo) dopodiché ho provato a salire e scendere per capire se la situazione migliorava o peggiorava ma sono giunto alla conclusione che la pressione miracoli non può farne.

Un altro grave difetto che ho riscontrato, considerando che sono gomme per lo più stradali, è la rumorosità. Fintanto si sta “dritti” sono poco rumorose, ma come ci si inclina il rumore di rotolamento si fa sentire e non dico che sia particolarmente fastidioso ma essendo gomme stradali (come le Continental TKC70) avrebbero dovuto essere molto più silenziose.

Il mio giudizio finale sulle prime impressioni come avrete già capito è quindi complessivamente negativo: probabilmente le mie aspettative erano troppo alte e quello che speravo era di trovare degli pneumatici che avessero complessivamente le stesse prestazioni delle TKC70 che invece sono nettamente superiori sotto ogni aspetto.
Le Michelin Anakee Adventure sono pneumatici probabilmente adatti a chi macina parecchi chilometri con una guida tranquilla e senza mai sentire l’esigenza di alzare il ritmo. In queste condizioni permetteranno di percorrere svariati chilometri, non ho dubbi, molti più rispetto ai competitors.

Naturalmente nella mia valutazione anche il prezzo fa la sua parte, d’altronde le ho pagate 270 € montate e poco importa se Michelin mi rimborserà 30 € (c’è una promozione in corso che si concluderà a fine luglio) dato che sostanzialmente le ho pagate come le TKC70 che sono 4 spanne avanti, non sono per niente soddisfatto e non mi sento assolutamente di consigliarle.

Per gli amanti dei numeri:

  • spessore battistrada posteriore da nuove: 8.60 mm circa;
  • spessore battistrada anteriore da nuove: 5.60 mm circa.

In conclusione quando le smonterò dalla moto le butterò via o regalerò a qualche amico coraggioso ma è sicuro che non le rimonterò mai nella mia moto.

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