OFFRoad in alta quota: il report del giro !

Ecco il report della bellissima uscita fatta a fine luglio nelle Alpi Occidentali, un’uscita prettamente offroad fatta eccezione per il lungo trasferimento autostradale che ci siamo dovuti fare.
Nella mia Africa Twin avevo rimontato la TKC80 davanti (usata con circa 1.500 km) e una Mitas E07+ nuova di pacca dietro, gomma che durante l’uscita si è rilevata essere una gomma molto interessante.

1° GIORNO

Siamo partiti da Siena io e Alessandro (KTM 990 ADV) e la prima giornata la si è persa per portarsi a Borgo San Dalmazzo da dove l’indomani saremmo partiti per la Via del Sale.

Vicoforte, dove ci siamo fermati ad ammirare la bellezza di questo monumento !

Siamo arrivati nel primo pomeriggio e verso sera sono arrivati gli altri ragazzi e quindi Alessandro con CRF1000L 2018 (il cicerone di turno), Angelo con la sua GS1200 ADV e Luca con la sua fantastica Africa Twin RD04 messa a punto da Boano.
Cena tra amici e quindi a letto.

2° GIORNO

Al mattino ci siamo recati tutti da Boano perché Luca doveva far sistemare una cosa al volo sulla moto e ho avuto modo di vedere tante bellissime moto realizzate da Boano e vi posso garantire che dal vivo sono semplicemente spettacolari !
Dopo questo bell’inizio di giornata siamo partiti per la Via del Sale lasciando le valigie da Boano che ce le avrebbe tenute da parte fino a sera in modo da permetterci di percorrere la Via del Sale “scarichi”.

la Transalp di Boano …
l’Africa Twin di Boano …

Il primo tratto che abbiamo fatto è il pezzo a pagamento (15 €) di circa 26 km.
Purtroppo non mi sono potuto fermare tante volte a scattare fotografie ma vi posso dire che i soldi spesi valgono l’esperienza perché ci si trova a percorrere in alta quota uno sterrato, abbastanza facile, che offre degli scorci panoramici veramente unici.
Il tratto a pagamento è facile, lo si fa anche con pneumatici non tassellati e bisogna solo fare attenzione agli accumuli di breccia a centro strada.

scatto realizzato durante la Via del Sale

Terminato il tratto a pagamento abbiamo proseguito per altre strade gratuite sempre facenti parte della Via del Sale alcune delle quali piuttosto impegnative come una lunga discesa a pietre dove Alessandro (CRF 2018) ha pizzicato la camera d’aria anteriore e dove abbiamo perso un pò di tempo per sistemarla.

i ragazzi impegnati a rimontare la camera d’aria rinforzata nella 21” anteriore della CRF1000 2018 di Alessandro
uno scatto dalla Via del Sale (non a pagamento) prima di una discesa bella tosta
il Forte di Colle Alto (Colle di Tenda) alla fine della Via del Sale (tratto a pagamento)
foto di gruppo sopra al Forte (manca Alessandro che si era perso !)

Alla fine abbiamo fatto un totale di 65 km (oltre i 26 di cui sopra) di Via del Sale dopodiché siamo tornati da Boano a riprendere le valigie e nell’occasione abbiamo conosciuto il Sig. Boano in persona che ci ha perfino offerto un caffé !

Dopo un lungo trasferimento su asfalto (130 km e 2 ore e mezzo) siamo arrivati ai piedi del Colle dell’Assietta dove abbiamo iniziato ad salire scorgendo con l’udito, di tanto in tanto, il classico fischio delle marmotte :D.

in cima al Colle dell’Assietta

Ero titubante per via delle valigie ma sciolto il ghiaccio iniziale ho iniziato a muovermi bene sulla moto senza sentirle troppo (anche rassicurato dagli pneumatici) e ho potuto arrivare fino in cima “al fresco” dove di fatto eravamo solamente noi … alle 19 circa di sera.

Foto di rito e abbiamo iniziato la discesa verso Sestriere ma a 6 km dall’arrivo abbiamo svoltato, sempre in offroad, per andare diretti a Souze d’Oux dove avevamo l’albergo.
La discesa è stata molto impegnativa con un tratto molto pendente e ostico anche perché nel pomeriggio era piovuto e quindi il fondo non era perfettamente asciutto e se da un lato cosi non abbiamo mangiato polvere dall’altro c’era da stare attenti a non scivolare.
A complicare le cose il fatto che iniziava ad essere poca luce ma alla fine l’abbiamo comunque sbarcata e giunti il albergo ci siamo subito messi al tavolo perché eravamo affamati.

3° GIORNO

Dopo una ricca colazione ci siamo messi in movimento per il Sommeiller dove una volta arrivati al rifugio (quota 2.000 mt) ci siamo presi un caffè.

il piazzale davanti al rifugio del Sommeiller (2.000 mt slm)

Pagato il pedaggio (5 €) abbiamo iniziato la salita verso i quasi 2.900 metri e per quanto mi riguarda è stata l’esperienza di offroad in assoluto più appagante che io abbia mai vissuto.

sullo sfondo le moto parcheggiate nel terrazzino, il punto più alto raggiungibile in moto sul Sommeiller

Mi ero proposto di farla tutta in piedi e tutta in una tirata ma verso quota 2.700 metri mi sono dovuto fermare 1 minuto per riprendere fiato perchè era veramente tosta, molto tosta.

sul Sommeiller (2800 mt slm)

Il fondo varia dalla terra battuta, alla pietraia, allo smosso, alle rocce enormi e sporgenti e quindi ci vuole molta attenzione ma arrivare fino in cima vi posso assicurare che è molto molto appagante.
Non sono arrivato proprio al terrazzino causa lingua di neve e mi sono fermato 50 metri prima e come un pirla non sono andato a vedermi il laghetto sopra ma in compenso qualche bella foto l’ho scattata ugualmente !

La discesa è stata un filo più “drammatica” perché ha iniziato a piovere e una volta messo il kit antipioggia (sui 2.600 metri) il resto della discesa fino al rifugio era sempre più bagnato ma comunque sono riuscito ad arrivare senza grossi problemi.

Ci siamo quinti compattati al rifugio dove abbiamo pranzato dopodiché siamo partiti alla volta della Valle Argentera.
Anche qui pedaggio di 3 € e anche in questo caso soldi spesi bene perché il posto merita veramente tanto: in pratica si attraversa una valle stupenda e si finisce in cima ad una montagna in mezzo alle mucche !

in mezzo alla Valle Argentera

Il primo tratto è un semplice sterrato piuttosto scorrevole mentre gli ultimi 2-3 km sono più impegnativi perché la strada diventa poco più di un sentiero dove oltre la pendenza e i tornanti strettissimi bisogna stare attenti alle mucche e ai tori che pascolano lungo il sentiero !

io mentre guado (scatto di Angelo)

Una volta scesi dalla montagna ci siamo fermati a metà valle a farci qualche foto ad un bel guado facile facile dopodiché siamo rientrati e abbiamo cenato in paese (Souze d’Oux).

4° GIORNO

Dopo la solita ricca colazione ci siamo messi in marcia verso il Monte Jafferau (2.800 metri) e anche questa, al pari del Sommeiller, è stata una bella esperienza a tratti abbastanza tosta dal punto di vista fisico.

selfie prima di entrare nella Galleria dei Saraceni
dietro agli abeti, sulla sinistra, il forte dei Saraceni

Siamo passati dentro alla famosa Galleria dei Saraceni che devo ammettere è abbastanza spettrale dopodiché abbiamo iniziato a salire con un fortissimo vento laterale che dava parecchio fastidio !

il panorama in cima allo Jafferau (sullo sfondo si vede la strada che abbiamo percorso)

L’ultimo tratto, per salire fino in cima, è piuttosto ripido e la strada lascia il posto ad un sentiero stretto.
In cima c’erano 5 gradi ed era realmente freddo oltreché ventoso.

brrrr !!!

Siamo quindi scesi in paese a Bardonecchia dove abbiamo pranzato e poi Angelo e Luca ci hanno lasciato perché dovevano rientrare.

Io e i due Alessandro siamo quindi andati a fare la zona dei Monti della Luna (Lago Nero) e siamo arrivati fino al Lago dei 7 Colori attraverso dei sentieri semplicemente spettacolari sia per come erano fatti sia per il panorama che offrivano: è stata una bellissima esperienza complice anche il bellissimo tempo che nel frattempo si era rimesso.

Le due regine in una pausa durante la salita e dopo una serie di tornanti tosti
la mia bella in posa con dietro un panorama mozzafiato, vicino al Lago dei 7 Colori

Abbiamo poi scoperto che non avremmo potuto arrivare fino al Lago dei 7 Colori (che è Francia ed è vietato andarci con le moto) ma oramai ce lo eravamo già goduti e quindi pazienza.

il Lago dei 7 Colori
vista panoramica del Lago dei 7 Colori

Da li abbiamo fatto un altro bel pezzo di offroad e quindi siamo rientrati per cenare.

5° GIORNO

Io, essendo cotto al punto giusto, ho scelto di non andare a fare l’uscita offroad mattutina mentre i due Alessandro sono andati a farsi gli ultimi 30 km di offroad.
Alle 11 ci siamo ritrovati e con l’Alessandro del KTM abbiamo intrapreso i circa 500 km di autostrada che dovevamo fare per arrivare fino a Siena.

CONSIDERAZIONI FINALI

E’ stata una bellissima esperienza di offroad in posti magnifici, stupendi. E la compagnia non è stata da meno e un ringraziamento particolare va ad Alessandro (CRF 2018) che ha realizzato i tracciati e ci ha portato a spasso !

La moto si è comportata molto bene e come scritto in apertura la Mitas E07+ dietro mi ha sorpreso in positivo mentre la TKC80 davanti si è confermata essere una gran gomma: su asfalto ho usato 2.0 e 2.6 bar come pressioni mentre in offroad le ho sgonfiate a 1.8 bar entrambe e non ho avuto problemi.

Per quanto riguarda i video usciranno i seguenti video dell’evento:

  • 1 motovlog dedicato per ogni giornata (3 totali);
  • 1 onboard (suono motore) per: Via del Sale (intero tratto a pagamento), Valle del Sale (discesa impegnativa), Sommeiller (dal rifugio), Valle Argentera (ultimo tratto con le mucche), Jafferau (ultimo tratto, poco prima della Galleria dei Saraceni), Monti della Luna (sentiero verso il Lago dei 7 colori), salita tosta alla sera

TRACCE

Queste sono le tracce che avevamo a disposizione, sono due raggruppamenti. Ovviamente non abbiamo fatto tutto quanto indicato nelle tracce ma gran parte.

La traccia della Via del Sale (tratto a pagamento e successivo tratto non a pagamento con passaggio in Francia e ritorno al Colle di Tenda): link.

La traccia del Sommeiller, Jafferau, Monti della Luna, Valle Argentera e altro ancora: link.

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