OFFRoad in Val di Merse: autostima a zero

Eccomi qua a scrivere il report dell’uscita in Val di Merse con gli amici Gilberto (KTM 990 Adventure) e Michele (BMW GS 800).
Michele era la prima volta che usciva col nostro gruppo e quindi abbiamo fatto amicizia per l’occasione.
La giornata, sabato 1° dicembre, non era delle migliori. La notte infatti aveva piovuto parecchio ma il meteo metteva bello e quindi non ci siamo fatti problemi e siamo partiti.
Io ero carico al massimo perché era la prima uscita dopo il corso della True Adventure Offroad Academy e quindi oltre a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti volevo anche testare il manubrio che qualche giorno prima avevo ulteriormente ruotato copiando le moto della scuola che avevo visto all’Academy.
Dopo essere arrivati a Brenna siamo usciti dall’asfalto e ci siamo fermati al ponticino sulla Merse che era abbastanza carica d’acqua !

Siamo quindi entrati nella “strada bianca”, dapprima scorrevole e facile e poi sempre più piena di pozze e tanto tanto molle in terra.

Terminato il primo bel tratto, abbastanza scorrevole, divertente e piacevole e neanche troppo impegnativo, ci siamo diretti al guado sulla Merse.
L’intenzione iniziale infatti era quella di fare proprio quel guado ma viste le condizioni proibitive del fiume abbiamo deciso di fare retromarcia.

E fin qui le cose erano andate discretamente bene.
Successivamente, però, la mia autostima ha iniziato lentamente a calare.
Fatto un piccolo trasferimento infatti siamo rientrati in OFF e alla prima difficoltà mi sono subito piantato e Michele e Gilberto mi hanno aiutato ad uscire: in pratica ad una specie di guado sono passato troppo a sinistra e la posteriore mi è scivolata e non me la sono sentita di rischiare ad uscire da solo perché a destra l’acqua era abbastanza profonda e per fortuna Michele era attrezzatissimo !

Dieci metri più avanti c’era un bel guado, il più tosto che abbia fatto fino ad oggi e anche in questo caso la mia autostima ha proseguito la sua lenta discesa perché sia Gilberto che Michele sono riusciti a farlo da soli mentre io se non ci fosse stato Gilberto ad accompagnarmi passo passo sarei ancora li in mezzo al guado …

Naturalmente dopo ci siamo presi 20 minuti di pausa per togliere l’acqua e i pesci da dentro gli stivali e poi siamo ripartiti.
Il bello stava per arrivare …
Infatti da qui in avanti abbiamo percorso circa 2 km in 2 ore: personalmente mi sono ritrovato ad affrontare un tipo di fondo che prima di oggi non avevo mai incontrato e vi posso assicurare che è stata una bella faticaccia !
Il fondo del sentiero (NB nella mappa OpenMTB del mio Oruxmap NON c’era neanche la traccia di dove siamo passati ed è la prima volta che mi succede !) era un misto di sassi, alcuni dei quali anche molto grandi e soprattutto smossi, foglie, rigagnoli d’acqua e terra bagnata. A far da cornice tanti canali laterali che ti costringevano a cambiare linea di continuo.
Il primo tratto sono riuscito a salire ma poi ad un certo punto mi sono fermato e da li è stato un calvario con una caduta idiota e con Gilberto e Michele che mi hanno aiutato tantissimo spingendomi e tirandomi.
L’unico che è riuscito a fare tutto da solo, senza mai fermarsi, è stato Gilberto con la sua 990 Adventure. E’ stato davvero molto bravo, tanto di cappello !
Anche Michele con il GS800 è stato indubbiamente più bravo di me facendo da solo gran parte del tratto impervio.

Ad un certo punto non pienamente consapevole di cosa stesse accadendo visto che non avevo grip per niente ho anche sgonfiato la gomma (da 2.5 a 2.0 bar) ma ovviamente non è cambiato granché, i problemi erano altri.

Io, e voglio essere sincero, ad un certo punto ero fisicamente distrutto, stanco. Oltre a questo ho perso la tanta fiducia, forse troppa, che riponevo in me e probabilmente mi sono anche un pò lasciato andare. Pensate che gli ultimi 50 metri ho chiesto a Gilberto di portarmi la moto su perché io proprio non ce la facevo. A quel punto la mia autostima era crollata a zero.
L’unico modo per fare quelle salite era non fermarsi mai e io non ci sono riuscito, questa è la verità.
Tra l’altro per questa volta avevo deciso, dopo il corso (ci tengo a sottolinearlo) di tenere sempre il controllo di trazione attivo a 1. Può essere quello che mi ha un pò fregato ? Può essere ma non ne sono convinto. Penso semplicemente che non ho affrontato il primo tratto con la dovuta decisione e dopo la prima faticaccia ecco che la stanchezza si è accumulata e da li è sempre andata peggio.
Ad un certo punto non vedevo l’ora di uscire da quella situazione ! Insomma, mi era presa malissimo.
Credo di aver chiesto al super-paziente Gilberto almeno una decina di volte “ma dopo è facile vero ?” o qualcosa del genere.
In tutto questo l’epicondilite a entrambe le braccia (in particolare al gomito destro) non ha aiutato, anzi. Ad un certo punto il dolore era abbastanza forte e anche questo “problemino” dovrò risolverlo prima o poi.

Ad ogni modo alla fine ce l’abbiamo fatta a riportare le moto tutte intere alla civiltà e dopo un pranzo rigenerante siamo tornati a casa con in tasca un’esperienza veramente unica e tosta.

La morale di questa uscita per me è molto semplice: “c’ho da magna ancora tanta pappa !“.

PS Questo è il primo articolo che scrivo nel mio blog da quando l’ho sdoganato. Penso, visto che scrivere e raccontare è una cosa che mi è sempre piaciuta, che d’ora in avanti scriverò report come questo almeno per le uscite più belle e particolari :).

Questo sono i video che ho pubblicato riguardo quest’uscita:

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